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Imparare dagli errori: gli infortuni durante le attività di manutenzione

Imparare dagli errori: gli infortuni durante le attività di manutenzione
Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Imparare dagli errori

31/01/2019

Esempi di infortuni correlati ai rischi dei lavoratori che svolgono attività di manutenzione e pulizia. L’uso di una scala portatile per la manutenzione di un carrello metallico e un infortunio con un nastro trasportatore. Attrezzature e prassi di lavoro.

 

Brescia, 31 Gen – Continuiamo a segnalare, attraverso i nostri articoli, come le varie attività di manutenzione siano correlate a numerosi rischi per i lavoratori che le svolgono. Senza dimenticare che possono avere conseguenze anche su tutti gli altri lavoratori se sono svolte male. E lo stiamo sottolineando anche attraverso le puntate della rubrica “ Imparare dagli errori” che mostrano esempi di infortuni e gli errori che, a vari livelli, non si devono ripetere.

 

Torniamo perciò ad occuparci degli infortuni nelle attività di manutenzione con riferimento a quanto pubblicato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) per la campagna europea del 2010/2011 sulla manutenzione sicura.

 

Gli incidenti presentati sono raccolti nell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.


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I casi di infortunio e i rischi nella manutenzione

Il primo caso che presentiamo si sofferma su un classico infortunio con le scale portatili.

Un lavoratore è intento ad eseguire attività di manutenzione di un carrello metallico utilizzato per appendere i pezzi da sottoporre al trattamento di zincatura. Nella fattispecie si tratta di pulizia della parte superiore della struttura metallica del carrello, ad un’altezza di circa 3,00 metri da terra.

L’infortunato opera da solo, colloca una scala semplice portatile metallica appoggiandola alla parte superiore della struttura del carrello senza vincolarla, ed opera in quota con una spatola tenuta in mano insieme ad un secchiello.

Terminata la fase di pulizia nello scendere la scala, percepisce la sensazione di scivolamento del piede sinistro, e con una torsione cade insieme alla scala, riportando la frattura esposta della caviglia sinistra.

Nei successivi accertamenti si è rilevato che la scala semplice portatile “non era stata vincolata né era tenuta al piede, inoltre è risultata sprovvista di piedini antisdrucciolo”.

 

Questi, dunque, i fattori causali:

  • l’infortunato “utilizzava una scala non adeguata per il lavoro da compiere”;
  • “la scala era sprovvista di piedini antisdrucciolo”.

 

Il secondo caso riguarda un infortunio mentre un lavoratore, titolare di una piccola impresa, si trova sull’impianto di trito vagliatura nei pressi dell'imbocco di un nastro trasportatore in funzione.

Il titolare sta effettuando manovre di manutenzione sul nastro sottogranulatore alla tramoggia del mulino martelli e opera con un dipendente. Lo stesso nastro fa cadere del materiale nei pressi della zona del tamburo e non scorre bene. Per risolvere l'inconveniente si smonta una protezione della zona di rinvio del nastro ed in particolare del raschianastro che il dipendente sta ricostruendo nell'officina distante qualche metro dal nastro trasportatore.

Mentre quindi l’altro lavoratore si trova all'interno dell'officina, il titolare per tentare di risolvere l'inconveniente fa partire il nastro trasportatore dalla cabina comandi presente al primo piano e poi scende nuovamente nei pressi del nastro per osservare come gira.

Con una pistola ad aria compressa effettua la pulizia della zona di lavoro ed in questo frangente viene afferrato dal nastro che gli provocava il distacco del braccio ed avambraccio destro tra spalla e gomito.

 

I fattori causali dell’incidente:

  • “il nastro trasportatore era privo di protezioni alla zona del rinvio in quanto rimosse”;
  • l’infortunato “avvia l'impianto e effettua manutenzione ad organi in moto”.

 

L’importanza delle attrezzature e delle prassi di lavoro

Abbiamo già ricordato, in una precedente puntata della rubrica, che un documento correlato alla campagna europea 2010/2011 – il “ Factsheet n. 88: Manutenzione sicura — Lavoratori sicuri” – presenta cinque regole di base per rendere più sicura la manutenzione:

  • pianificazione
  • messa in sicurezza dell'area di lavoro
  • uso di attrezzature adeguate
  • lavoro svolto secondo quanto pianificato
  • verifica finale

 

Ci soffermiamo oggi – per fornire qualche suggerimento per la prevenzione di chi svolge attività di manutenzione – sulla terza e quarta regola, ricordando che la manutenzione “è un processo che inizia prima dell’attività stessa e termina quando il lavoro è stato controllato, concluso ed è stata compilata la documentazione relativa all’attività”.

 

Riguardo all’utilizzo dell’attrezzatura adeguata, si indica che i lavoratori che svolgono le attività di manutenzione “dovrebbero disporre delle apparecchiature e degli strumenti adeguati, che possono essere diversi da quelli utilizzati normalmente”.

Essi possono, ad esempio, lavorare in aree “che non sono postazioni di lavoro normali ed essere esposti a molti pericoli; pertanto, devono anche essere dotati di DPI adeguati”.

 

Il documento fa l’esempio degli addetti alla pulizia o alla sostituzione dei filtri per la ventilazione dell’estrazione che “possono essere esposti a concentrazioni di polvere molto superiori al livello normale per quel posto di lavoro. Anche l’accesso a questi filtri, situati solitamente nella zona del soffitto, deve essere reso sicuro”.

Inoltre “devono essere disponibili ed essere utilizzati gli strumenti necessari per il lavoro e i DPI individuati nella pianificazione e nella valutazione dei rischi (insieme alle istruzioni su come utilizzarli, se necessario)”.

 

Si indica, infine, nella quarta regola che è necessario “seguire le prassi di lavoro sicuro sviluppate in fase di pianificazione”.

 

È necessario pianificare le attività di manutenzione e il piano di lavoro “deve essere seguito anche quando il tempo è scarso: le procedure abbreviate possono essere molto costose e possono produrre incidenti, infortuni o danni ai beni”.

E “potrebbe essere necessario avvisare i supervisori e/o consultare altri esperti nel caso in cui si verificasse qualche evento imprevisto. È molto importante ricordare che oltrepassare l’ambito delle proprie abilità e competenze potrebbe causare un incidente molto grave”.

  

Riprendiamo, in conclusione, due utili promemoria in merito alle attività di manutenzione:

  • “le attività di manutenzione possono mettere in pericolo i lavoratori, ma la mancata esecuzione della manutenzione può mettere in pericolo ancora più lavoratori”;
  • “quando eseguite la manutenzione, la vostra salute e sicurezza, nonché quella dei vostri colleghi, dipendono dalla qualità del vostro lavoro”.

 

 

    

Tiziano Menduto

 

 

 

Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato le schede numero 8088 e 8101 (archivio incidenti 2002/2015).



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Rispondi Autore: sono un analista - likes: 0
22/06/2024 (07:22:13)
come sempre, l'abitudine, l'essere capaci di, il fare senza un protocollo, il risolvere .. fai da te, la poca attenzione, sono alla base del 99% degli incidenti, rimozione delle protezioni, non pensare ... che ci siano GAS, riaccendere la macchina, etc etc... molte volte anche scherzare, fare senza pensare, fare di istinto, ... invece serve analizzare, avere un protocollo, seguire le regole , seguire il protocollo..

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